ENAC



Servizi e informazioni

torna alla navigazione interna

Torna alla navigazione interna


Contenuto della pagina

Regolamento (UE) n. 139/2014

   

Premesse

Il Regolamento (CE) n. 216/2008, comunemente denominato "Regolamento Basico", recante regole comuni nel settore dell’aviazione civile e che ha istituito l’EASA (le cui competenze sono state successivamente ampliate ai domini degli aeroporti e dell'ATM/ANS - Air Traffic Management/Air Navigation Services - con il Regolamento (CE) n. 1108/2009), prevede che gli Stati Membri dell'UE siano obbligati ad adottare regole comuni nel settore dell’aviazione civile aventi come scopo il raggiungimento di elevati livelli di sicurezza e compatibilità ambientale nonché il libero scambio di merci, prodotti e servizi.

Con specifico riferimento al dominio aeroportuale, l’ambito di applicazione del Regolamento Basico, come emendato dal Reg. (CE) n. 1108/2009, si riferisce alla:

  • progettazione, manutenzione e gestione degli aeroporti, nonché al personale e alle organizzazioni che vi partecipano e, fatta salva la legislazione comunitaria e nazionale in materia di ambiente e di pianificazione dell’uso del suolo, alla protezione delle aree limitrofe agli aeroporti (art. 1 comma 1c);
  • progettazione, produzione e manutenzione degli equipaggiamenti aeroportuali, nonché al personale e alle organizzazioni che vi partecipano (art. 1 comma 1d).

Sono esclusi gli aeroporti controllati e gestiti dai militari (art. 1 comma 2b).

L’applicabilità è invece definita dall’art. 4 comma 3 bis:

“Gli aeroporti e i rispettivi equipaggiamenti, situati sul territorio in cui si applicano le disposizioni del trattato, aperti al pubblico e che offrono servizi di trasporto aereo commerciale e in cui sono eseguite operazioni che utilizzano procedure strumentali di avvicinamento o partenza e che
a) hanno una pista asfaltata di almeno 800 metri; o
b) servono unicamente il traffico di elicotteri,
devono soddisfare il presente regolamento. Il personale e le organizzazioni che partecipano alle operazioni di detti aeroporti devono soddisfare il presente Regolamento”.

L’art. 4, al comma 3ter, prevede inoltre la possibilità per lo Stato Membro, in deroga al comma 3bis, di proporre l’esenzione dall’applicazione del nuovo quadro regolamentare per gli aeroporti con traffico pari o inferiore a 10.000 passeggeri all’anno e 850 movimenti cargo all’anno, fermo restando il parere della Commissione europea.

Il Regolamento Basico, definisce gli obiettivi da perseguire in termini di Essential Requirements - ERs - contenuti, per quanto riguarda il dominio degli aeroporti, nell’Allegato V bis (Essential Requirements for aerodromes) e, per quanto applicabile, nell’Allegato V ter (Essential Requirements for ATM/ANS and Air Traffic controllers). In particolare, la rispondenza dell’aeroporto, dei suoi equipaggiamenti e operazioni agli ERs di cui agli Allegati V bis e V ter è attestata attraverso il rilascio del Certificato di aeroporto (Art. 8bis, punti 1 e 2(a)).

Il Regolamento Basico stabilisce, inoltre, che le modalità attuative vengano dettagliate in specifici “Regolamenti di attuazione" (Implementing Rules - IRs) adottati dalla Commissione europea. Nel dominio degli aeroporti le IRs sono state adottate con la pubblicazione del Regolamento (UE) n. 139 del 12 febbraio 2014, entrato in vigore il 6 marzo 2014.

Il Regolamento (UE) n. 139/2014

Con il Regolamento (UE) n. 139/2014 (G.U. dell’Unione europea l. 44 del 14 febbraio 2014) gli aeroporti europei, e quindi anche gli scali nazionali, vengono ad essere caratterizzati da importanti aspetti innovativi di ampia e complessa portata che investono l’intero settore aeroportuale: da quello gestionale e tecnico operativo a quello normativo regolamentare.

I destinatari del Regolamento sono:

  • gli Stati Membri,
  • le competenti Autorità dell’Aviazione Civile (NAA) per la certificazione e la sorveglianza degli aeroporti certificati,
  • gli Aeroporti (Aerodromes) che rientrano nell’applicabilità di cui all’art. 4 comma 3 bis del Regolamento Basico,
  • i relativi Gestori (Aerodrome Operators),
  • i Fornitori dei servizi di gestione del piazzale (Apron Management Service – AMS Providers),

che, ai fini della complessiva transizione alla nuova regolamentazione europea, dovranno assicurarne la rispondenza entro il 31 dicembre 2017 (Art. 11 “Entrata in vigore e applicazione”).

Il Regolamento (UE) n. 139/2014 è costituito da una serie di articoli (artt. 1 -11) destinati agli Stati Membri e da una serie di Implementing Rules - IRs , raccolte in tre distinte Parti e denominate rispettivamente:

  • Part ADR.AR (Part Authority Requirements, per le competenti Autorità);
  • Part ADR.OR (Part Organisation Requirements, per i Gestori aeroportuali);
  • Part ADR.OPS (Part Operation Requirements, per le Operazioni aeroportuali).

La nuova normativa europea nel dominio degli aeroporti

Il quadro regolamentare è stato completato dall’EASA con l’emissione dei metodi accettabili di rispondenza (Acceptable Means of Compliance - AMC) e delle Specifiche di Certificazione (Certification Specifications - CS), corredati di materiale di guida (Guidance Material - GM), rispettivamente con ED Decision 2014/012/R e ED Decision 2014/013/R, approvate dal Direttore Esecutivo dell'EASA e pubblicate dal 5 marzo 2014 nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia.

La ED Decision 2014/013/R è stata successivamente modificata e sostituita dalla ED Decision 2015/001/R pubblicata in data 30 gennaio 2015.

Per maggiori info, consultare la pagina http://easa.europa.eu/document-library/acceptable-means-of-compliance-and-guidance-materials/reg/adr---aerodromes.

Transizione alla normativa europea

Con l’entrata in vigore della regolamentazione europea nel dominio degli aeroporti, ai fini della relativa implementazione l’ENAC ha elaborato una Road Map ad hoc in cui sono state individuate una serie di azioni coordinate e interdisciplinari da porre in essere per assicurare – entro il 31 dicembre 2017 – l’adeguamento dell’Autorità aeronautica, degli aeroporti e delle società di gestione aeroportuale sulla base delle competenze attribuite dalla normativa stessa.

La Road Map individua le 4 macroaree tematiche Normativo-Gestionale, Certificazione e Conversione dei Certificati di aeroporto, Comunicazione, Formazione, all’interno delle quali sono state dettagliate le attività che le sostanziano.

L’ENAC, come previsto dall’art. 4 del Reg. (UE) n. 139/2014 “Informazioni all’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea”, nel maggio 2014 ha comunicato all’EASA l’elenco dei 43 aeroporti italiani che rientrano nell’applicabilità di cui all’art. 4 comma 3bis del Reg. (CE) n. 216/2008.

Conversione dei certificati di aeroporto

I 43 aeroporti nazionali cui si applica la nuova normativa europea sono stati già certificati ai sensi del Regolamento ENAC per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti (RCEA).

Per gli aeroporti di Albenga, Aosta, Foggia, Grosseto e Salerno, caratterizzati da bassi livelli di traffico, l’Ente è addivenuto alla determinazione di avvalersi della facoltà di deroga prevista all’art. 4, comma 3 ter, del Reg. (CE) n. 216/2008.

Pertanto, ai sensi dell’art. 6 comma 1 del Reg. (UE) n. 139/2014, entro il 31 dicembre 2017, sarà necessario procedere alla cosiddetta “Conversion” da certificato nazionale in certificato europeo per 38 aeroporti, pena la decadenza del certificato.

Rinnovo dei certificati in scadenza

I certificati nazionali, emessi secondo il RCEA, hanno validità di tre anni dalla data di rilascio o di rinnovo.
Fermo restando l’obbligo di conversione entro il 31 dicembre 2017, i certificati in scadenza durante il periodo di transizione (dal 06/03/2014 al 31/12/2017) saranno rinnovati ai sensi del RCEA, in caso di esito favorevole dell’attività di sorveglianza, qualora non si proceda con la conversione del Certificato e la relativa emissione ai sensi della nuova normativa europea.

Il processo di conversione dei certificati

Il processo di conversione potrà essere avviato su richiesta del Gestore aeroportuale con la presentazione all’ENAC di specifica domanda, indipendentemente dalla data di scadenza del Certificato nazionale.
La domanda, inviata alla Direzione Operazioni territorialmente competente, dovrà, in ottemperanza all’IR ADR.OR.B.015 e relative AMC e GM, essere corredata da:

  • Manuale di Aeroporto (in fase di pubblicazione)
  • Base di Certificazione (CB) (in fase di pubblicazione).

Certificato unico di aeroporto

Il Regolamento Basico prevede che la rispondenza dell’aeroporto, dei suoi equipaggiamenti e operazioni siano attestati attraverso il rilascio del Certificato di aeroporto (Art. 8 bis, punto 2(a)).
Lo stesso Regolamento prevede inoltre la facoltà, per lo Stato Membro, di rilasciare un Certificato separato per attestare la sola rispondenza dell’organizzazione del Gestore (Art. 8 bis, punto 2(d)).
A tale riguardo, l’ENAC ritiene che il certificato debba essere unico, come peraltro già previsto dalla normativa nazionale, e ciò al fine di ribadire - ancora una volta - l’unicità dello scalo e del Gestore, come entità inscindibili.

Il certificato di aeroporto europeo

Apron Management Service (AMS)

Per quanto concerne l’Apron Management Service, si evidenzia che le norme di implementazione inerenti all’AMS contenute nel Regolamento (UE) n. 139/2014 saranno applicabili solo con l’entrata in vigore di apposito Regolamento di emendamento (cfr. Art. 11, comma 5), attualmente in fase di emissione da parte della Commissione europea (cfr. EASA Opinion 02/2014 del 24/09/2014 e CRD to NPA 2013-24).

Nelle more dell’adozione del suddetto Regolamento, il gestore fornisce il servizio in argomento secondo quanto già approvato, in accordo alla vigente regolamentazione.

Surroundings

Il Regolamento (UE) n. 216/2008 rimanda ai singoli Stati Membri la disciplina afferente il presidio delle regole che governano le aree limitrofe agli aeroporti (art. 8 bis comma 3). In proposito il Regolamento (UE) n. 139/2014 agli articoli 8, 9 e 10 dettaglia le responsabilità degli Stati Membri.

L’ENAC, anche in forza delle attribuzioni conferite in materia dal Codice della Navigazione, provvederà all’emanazione di uno specifico Regolamento per il governo delle tematiche riguardanti gli ostacoli e i pericoli alla navigazione aerea nonché all’uso del territorio (ad es. Piani di rischio). Ferma restando la necessaria verifica di compatibilità con le nuove norme europee, ai fini dell’elaborazione del richiamato Regolamento, si terranno in debito conto le previsioni dell’attuale disciplina già presente nel RCEA.

Arrangements

Il Regolamento (CE) n. 216/2008, nel sottolineare la centralità della figura del Gestore aeroportuale nella conduzione in sicurezza dello scalo e del suo funzionamento, prevede nell’Allegato V bis (punti B.1(a) e B.1(f)) che lo stesso Gestore stipuli appositi accordi con organizzazioni operanti presso l’aeroporto quali ad es. Fornitori dei Servizi di Navigazione Aerea, Fornitori dei Servizi di Soccorso e la lotta antincendio, etc.

Le citate previsioni, di cui al Regolamento Basico, trovano conferma e adeguati strumenti di implementazione nel Reg. (UE) n. 139/2014. In particolare, il Gestore Aeroportuale, in sede di domanda di certificazione, deve dare evidenza degli accordi in essere con altre organizzazioni (cfr. AMC1 ADR.OR.B.015(b)(4) Application for a certificate).
In merito alla tematica degli arrangements, l’ENAC ha avviato una serie di iniziative, con il coinvolgimento degli stakeholder interessati (ENAV, A.M. e C.N.VV.F.), per l’elaborazione di schemi di Accordo Quadro finalizzati a facilitare la dimostrazione di rispondenza ai requisiti normativi fissati nel Regolamento Basico e nel Reg. (UE) n. 139/2014.

Tali schemi saranno pubblicati e resi disponibili nella presente sezione in forma di linee guida; in considerazione del carattere non regolamentare di quest’ultime, la conformità degli accordi stipulati allo Schema di Accordo Quadro non sarà obbligatoria, ma costituisce “acceptable means of compliance” ai fini della conversione del Certificato di aeroporto.

I contenuti degli Accordi Quadro di seguito elencati, pur dovendosi adattare alle specificità del singolo aeroporto, costituiscono elementi essenziali ai fini dell’accettabilità dell’accordo stesso da parte di ENAC.

Accordi Quadro

Corpus normativo nazionale

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 139/2014, la cui applicabilità differisce da quella del RCEA, si rende necessario un riesame di quest’ultimo; tale attività rientra nell’ambito del più ampio progetto di rivisitazione del “corpus normativo” nazionale, già avviato dall’ENAC ai fini della semplificazione e razionalizzazione dei prodotti normativo-regolamentari vigenti.


Pagina aggiornata al 22 gennaio 2016

vai a inizio pagina


Navigazione contestuale

Torna alla navigazione interna