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La tabella e il grafico che seguono riassumono il numero totale degli impatti riportati, divisi tra quelli avvenuti al di sotto dei 300 ft di quota (quindi direttamente connessi con gli aeroporti) e quelli avvenuti al di sopra di tale quota, nel periodo dal 2002 al 2007.
| Anno | Totali riportati | - 300 ft | + 300 ft |
|---|---|---|---|
| 2002 | 348 | 302 | 46 |
| 2003 | 342 | 267 | 75 |
| 2004 | 317 | 263 | 54 |
| 2005 | 573 | 456 | 117 |
| 2006 | 588 | 438 | 150 |
| 2007 | 708 | 546 | 162 |
Come si può notare, il totale degli impatti riportati (in particolare dal 2002 al 2005) evidenzia la crescente attenzione alla problematica derivante dall'applicazione del Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti e della Circolare APT 01A, attenzione che si traduce in una maggiore disponibilità di dati da utilizzare per le statistiche.
Il numero degli impatti al di sotto dei 300 ft è aumentato in proporzione al numero di aeroporti che forniscono i dati. Questo sembra confermare un trend positivo nell'opera di attenuazione del fenomeno attraverso monitoraggio ed attività di allontanamento.
È aumentato anche il numero degli impatti sopra i 300 ft dovuto probabilmente a un aumento delle segnalazioni da parte degli operatori.
La tabella che segue conferma tale ipotesi evidenziando, all'interno del totale, gli impatti al di sotto dei 300 ft che hanno prodotto un danno, anche di tipo multiplo, con ingestioni e quelli che hanno causato un qualche effetto sul volo (ritardo, atterraggio precauzionale, decollo abortito ecc).
| Anno | Totali | Danni | Multipli | Ingestioni | Con effetti |
|---|---|---|---|---|---|
| 2002 | 348 | 5 | 34 | 5 | 5 |
| 2003 | 342 | 12 | 35 | 10 | 17 |
| 2004 | 317 | 14 | 47 | 9 | 15 |
| 2005 | 573 | 11 | 36 | 12 | 15 |
| 2006 | 588 | 11 | 44 | 16 | 22 |
| 2007 | 546 | 17 | 37 | 18 | 23 |
Come è ben evidenziato dal grafico, all'aumentare degli impatti riportati non è associato un aumento proporzionale degli impatti significativi (danni, multipli, ingestioni, con effetti).
Questo probabilmente è associato al fatto che in passato alcuni aeroporti comunicavano solo quegli impatti che avevano una qualche rilevanza mediatica, quali le ingestioni, gli impatti con danni, decolli abortiti ecc, ma non i ritrovamenti in pista e quegli impatti che non avevano causato effetti sull'attività aeronautica.
Di seguito l'istogramma dei soli impatti significativi. L'incidenza degli impatti multipli (con 2 o più volatili) è molto elevata, se confrontata con le altre forme d'impatto.
Come già segnalato in precedenza, il numero di riporti negli ultimi tre anni sembra essere sufficientemente attendibile. È possibile, in tal caso, calcolare il rateo medio annuale su territorio nazionale, facendo il rapporto tra il numero totale d'impatti occorsi nell'anno in esame e il numero totale di movimenti sia commerciali sia di aviazione generale.
| 2005 | 2006 | 2007 | |
|---|---|---|---|
| Rateo under 300 ft | 2,87 | 2,62 | 2,98 |
| Rateo over 300 ft | 0,74 | 0,90 | 0,90 |
| Rateo impatti totali | 3,61 | 3,52 | 3,88 |
La situazione italiana può essere confrontata con quella di altri Stati membri dell'ICAO o di altri Paesi i cui dati possono essere reperiti. Tutti gli Stati membri ICAO dovrebbero infatti riportare, attraverso il sistema IBIS, il numero di birdstrike con cadenza annuale. Tuttavia soltanto alcuni lo fanno. Nel 2000 ad esempio l'ICAO ha ricevuto i dati solo da un quarto dei Paesi membri. In ogni caso i dati ICAO registrati sul sistema IBIS devono essere trattati con molta cautela.
Si è ritenuto più significativo pertanto comparare i dati italiani con quelli di alcuni Stati europei più simili al nostro Paese in termini di sistema aeroportuale diffuso e ben sviluppato, di buone pratiche di gestione del problema birdstrike, di habitat e di specie di volatili. Per far ciò si è proceduto al calcolo del coefficiente medio di rischio dividendo il numero d'impatti totali per i movimenti derivanti dal solo traffico commerciale, in analogia agli altri Stati, come da tabella.
| 2005 | 2006 | 2007 | |
|---|---|---|---|
| Rateo under 300 ft | 3,38 | 3,09 | 3,46 |
| Rateo over 300 ft | 0,87 | 1,06 | 1,06 |
| Rateo impatti totali | 4,25 | 4,15 | 4,52 |
| Paese | Impatti per 10.000 movimenti | % impatti importanti | Referenza |
|---|---|---|---|
| Italia | 4,3 (media, 2005-2007) | 6,6% (impatti con danni o effetto sul volo) | Relazione Annuale BSCI |
| Regno Unito | 5.4 (media, 1999-2005) | 5,6% (‘serious incidents') | CAA Paper 2006/05: The Completeness and Accuracy of Birdstrike Reporting in the UK |
| Germania | 6,0 (media, 1998-2002, per movimenti civili) | 28% (‘damaging') | Breuer M, 2003. Birdstrike Statistics of German Civil Aviation from 2001 to 2002. Bird and Aviation (Vogel und Luftverkehr) Vol 23, no 2. DAVVL |
| Francia | 5,2 (media, 1990-2000, per movimenti commerciali) | 14% (‘serious incidents') | Briot J & Giannone F, 2002. Analyse des Risques Aviaires - Rapport Statistique 1998 -2000. DGAC-STNA, Toulouse. Report Ref 152-jlb-fg-s.doc |
Purtroppo sono pochissimi i dati pubblicati e reperibili, e di questi solo alcuni sono confrontabili con quelli italiani. Ad ogni modo, come evidenziato nella tabella, dai dati disponibili, sembrerebbe che l'Italia sia leggermente inferiore, come rateo di incidenti/movimenti, alla Francia, al Regno Unito e alla Germania, che tra loro risultano molto simili.
Pagina aggiornata all'8 ottobre 2008
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