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Programma SAFA

Immagine di personale sottobordoProgramma di sorveglianza sugli Operatori Esteri

La responsabilità sull'idoneità tecnica ed operativa dei vettori aerei nonché della sorveglianza sul rispetto degli standard di sicurezza è dello Stato di appartenenza dell'operatore attraverso la propria Autorità nazionale. Lo Stato di appartenenza deve assicurare, ai sensi della Convenzione di Chicago, il recepimento degli standard e delle pratiche raccomandate nei vari Annessi ICAO all'interno del proprio ordinamento.

La Convenzione di Chicago prevede che ogni Stato abbia comunque la facoltà di effettuare delle verifiche sugli operatori esteri operanti presso i propri scali. In tal senso, nell'Unione Europea, è stato istituito il Programma SAFA che consiste nell'effettuazione, da parte di ciascuno Stato membro, di ispezioni di rampa ad aeromobili di operatori esteri in transito presso gli aeroporti situati nel proprio territorio.

Il Programma SAFA ha avuto inizio con la partecipazione degli Stati membri su base volontaria. Nel corso degli ultimi anni però, a seguito della Direttiva CE 2004/36 (ribattezzata Direttiva SAFA e recepita con il Decreto Legislativo 192/2007) e della creazione della Safety List Comunitaria (comunemente chiamata Black List ed istituita con Regolamento CE 2111/2005 e regolamenti ad esso collegati), il Programma SAFA ha assunto un'importanza sempre maggiore fino a diventare determinante nella valutazione della sicurezza degli operatori che ricadono sotto la sorveglianza di autorità dei Paesi terzi.

Dal 28 ottobre 2014 il Programma è basato sul Regolamento EU 965/2012 Parte ARO.RAMP, che stabilisce l'effettuazione delle ispezioni in base agli standard applicabili all`operatore. Di conseguenza le ispezioni ad aeromobili di paesi terzi continuano ad essere condotte avendo a riferimento gli standard ICAO e continuano ad essere chiamate Ispezioni SAFA. Le ispezioni agli aeromobili di operatori comunitari sono invece condotte avendo a riferimento il Regolamento CE 216/2008 ed i relativi regolamenti di attuazione (implementing rules) e sono chiamate Ispezioni SACA (Safety Assessment of Community Aircraft).

Le ispezioni di rampa sono mirate alla verifica delle documentazioni dell'aeromobile, dell'operatore e degli equipaggi e alla verifica delle condizioni dell'aeromobile, quali rilevabili da un'ispezione esterna nel periodo di transito presso lo scalo interessato, con lo scopo di riscontrare eventuali carenze degli operatori stranieri rispetto a tali standard. Queste carenze danno luogo a dei rilievi, classificati in tre categorie, in funzione dell'impatto potenziale sulla sicurezza del volo, e vengono riportati in un rapporto ispettivo compilato al termine dell'ispezione. Nei casi di rilievi con maggiore impatto sulla sicurezza del volo, l'Autorità aeronautica locale può chiedere la rettifica degli inconvenienti riscontrati prima della partenza dell'aeromobile; è previsto, inoltre, quando tali non conformità abbiano le caratteristiche della ripetitività, di segnalare il vettore per l'avvio della procedura ai fini dell'eventuale inclusione nella Safety List comunitaria, comunemente conosciuta come Black List.

Infatti tutti i dati delle ispezioni affluiscono nello stesso database, consultabile da ciascuno Stato membro e gestito dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA). La centralizzazione della gestione dei dati permette di effettuare analisi sia da parte dei vari Stati membri che da parte delle strutture europee centralizzate (Commissione Europea, EASA, etc.). È comunque da considerare che le ispezioni di rampa sono mirate a verificare le condizioni apparenti di sicurezza degli aeromobili ed il possesso da parte degli operatori e dei relativi equipaggi delle certificazioni, delle licenze e delle abilitazioni richieste per poter effettuare i servizi di trasporto aereo.
L'ispezione di rampa, infatti, si svolge nel breve tempo di transito dell'aeromobile sullo scalo, senza possibilità di verificare le condizioni delle strutture interne e degli impianti, il loro funzionamento e la rispondenza delle attività manutentive ai programmi stabiliti dai costruttori e dall'Autorità di sorveglianza estera. Allo stesso modo non è possibile verificare se lo standard di addestramento e qualificazione degli equipaggi è quello previsto dalle norme internazionali.
Dal 2013 al programma si sono aggiunti altri Stati membri non collocati all'interno dell'Europa. L'EASA ha infatti stipulato accordi con Marocco, Emirati Arabi Uniti, Singapore e Canada per il progressivo inserimento dei risultati delle ispezioni condotte in tali paesi all'interno del database unico europeo.
In ambito nazionale, il programma ispettivo viene gestito da un coordinatore nazionale con una programmazione delle ispezioni, secondo priorità stabilite sulla base di diversi parametri (risultati di precedenti ispezioni sul territorio, analisi delle ispezioni condotte a livello europeo, indicazioni di priorità fornite dall'EASA che si basano sui dati ricevuti dalle varie Autorità nazionali). Tali dati sono verificabili dall'Enac in tempo reale tramite la banca dati EASA disponibile in modo protetto su internet.
L'ENAC partecipa inoltre al Comitato di Sicurezza Aerea della Commissione Europea che si occupa di prendere decisioni su eventuali limitazioni al traffico degli operatori non comunitari verso gli Stati della UE basandosi anche sui risultati delle ispezioni di rampa.
Il dettaglio delle procedure di ispezione è scaricabile dalla pagina di login del database unico al link https://safa.easa.europa.eu/site/login, selezionando il menù "Information". 


Pagina aggiornata al 3 marzo 2015

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