L’idrogeno verde nella filiera aeroportuale: ieri, a Colonia, una delegazione composta da ENAC, Regione Veneto, SAVE e H2C ha presentato a EASA lo stato di avanzamento dell’innovativo progetto “Padova Sandbox”, finalizzato a risolvere le sfide tecnologiche e regolamentari legate alla produzione, allo stoccaggio e al rifornimento in ambito aeroportuale di idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili.

Ideato grazie alla partnership tra SAVE e H2C, il progetto introduce un modello operativo inedito a livello mondiale, volto ad accelerare l’operatività dei sistemi di trasporto mediante droni civili cargo, con particolare applicazione in ambito sanitario.

Nel corso dell’incontro, EASA ha riconosciuto il valore strategico dell’iniziativa in termini di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, fruibilità e sicurezza, in piena coerenza con gli obiettivi dell’Alleanza per un’aviazione a emissioni zero (AZEA).

L’incontro, presieduto da Marcella Miano, Section Manager IA Standard & Specification e Chair del Working Group 4 dell’AZEA, ha inoltre portato all’attivazione di un canale di dialogo e coordinamento volto a favorire le sinergie tra la sandbox italiana e le altre iniziative europee di interesse comune, sotto il profilo normativo e tecnologico.

A guidare la delegazione italiana, il Direttore Servizi Aerei Innovativi ENAC Marco Silanos, l’AD H2C Guido Casellato e, in collegamento da remoto, il DG Dipartimento Trasporti e Mobilità Regione Veneto Marco D’Elia e il Direttore Operazioni Gruppo SAVE Corrado Fischer.
Presenti anche Marco Catalano di ENAC, Maurizio de Rinaldis, Riccardo Zambon e Camilla Casellato di H2C, Francesca Sartor e Gianni Pezzato di SAVE.

Per EASA hanno partecipato Daan Dousi, Direttore Innovative Air Mobility, Colin Hancock, Direttore Policy, Innovation & Knowledge, e David Solar, Direttore Sustainability, Research & Innovation, insieme a Giovanni Cima, Emanuela Innocente, Stephan Ronig e Giuseppe Scannapieco.