Italian Birdstrike Identification Center I.B.I.C.

L’identificazione della specie coinvolta in un wildlife strike è un’informazione di fondamentale importanza, ma spesso difficile da ottenere. Nella maggior parte dei casi, l’impatto lascia solo tracce parziali: penne sparse, frammenti di tessuto, macchie di sangue. Raramente si recupera una carcassa integra e, anche quando ciò avviene, l’identificazione a vista può risultare incerta.

Per rispondere a questa esigenza, è stato costituito l’Italian Birdstrike Identification Center I.B.I.C., un laboratorio scientifico specializzato nell’identificazione delle specie a partire dai resti biologici. L’I.B.I.C. nasce da una convenzione tra l’Enac e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola e l’Università del Piemonte Orientale.

IBIC - Italian Birdstrike Identification Center
Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino

La collaborazione dei vettori aerei

Il successo del sistema di identificazione dipende in modo determinante dalla collaborazione tra gestori aeroportuali e vettori. L’Enac ha invitato le principali associazioni di vettori aerei a istruire il proprio personale operativo e di manutenzione affinché, durante le consuete ispezioni post-volo, venga assicurata la piena collaborazione con il gestore aeroportuale per la raccolta dei campioni biologici sull’aeromobile, utilizzando i kit forniti dal gestore stesso.

Metodologie di identificazione

L’I.B.I.C. utilizza un approccio integrato che combina diverse tecniche complementari:

  • Analisi morfologica delle penne: l’esame macroscopico e microscopico delle penne consente, in molti casi, di risalire alla specie attraverso il confronto con collezioni di riferimento. Il laboratorio dispone di raccolte che coprono oltre il 90% delle specie presenti in Italia.
  • Analisi genetica del DNA: quando l’analisi morfologica non è conclusiva, o quando sono disponibili solo tessuti molli o tracce di sangue, si ricorre all’estrazione e all’analisi del DNA. Questa tecnica consente identificazioni certe anche da campioni molto degradati.

L’obiettivo del laboratorio è identificare circa il 90% dei campioni ricevuti a livello di specie, con un tempo medio di refertazione di circa un mese dal ricevimento.

Come raccogliere i campioni

La qualità dell’identificazione dipende in larga misura dalla corretta raccolta e conservazione dei campioni. È fondamentale seguire alcune regole essenziali.

Regole generali

  • Indossare sempre i guanti monouso forniti nel kit e cambiarli per ogni campione diverso.
  • Trattare ogni zona di impatto su uno stesso aeromobile come campione separato.
  • Quando possibile, raccogliere sia penne che tessuti molli.
  • In caso di incidenti gravi con conseguenze operative, raccogliere tutte le evidenze disponibili.

Raccolta di penne e piume

  • Prelevare le penne tirandole delicatamente, senza tagliarle: la base del calamo è essenziale per le analisi genetiche.
  • Campionare penne da diverse parti del corpo e con diverse caratteristiche, come colore, dimensione e forma.
  • Non utilizzare adesivi, nastro o colle che potrebbero contaminare o danneggiare il materiale.

Raccolta di tessuti e sangue

  • Per materiale secco o essiccato: pulire la superficie con le salviette imbevute di alcol fornite nel kit.
  • Per materiale fresco: tamponare delicatamente con le salviette.

Attenzione: non utilizzare acqua, candeggina o detergenti comuni, perché queste sostanze degradano irrimediabilmente il DNA.

Documentazione fotografica

  • Fotografare sempre le carcasse o i resti significativi, anche con un semplice smartphone.
  • Riprendere il soggetto da diverse angolazioni e con illuminazione adeguata.
  • Le fotografie possono essere allegate alla segnalazione ECCAIRS2.

Cosa evitare

  • Non inviare carcasse intere: occupano spazio, si deteriorano rapidamente e non sono necessarie.
  • Non dissezionare né aprire le carcasse.
  • Non raccogliere grandi quantità di tessuto molle fresco, che si degrada rapidamente.

Il kit di raccolta

L’I.B.I.C. fornisce ai gestori aeroportuali kit standardizzati per la raccolta dei campioni. Ogni busta pre-indirizzata contiene:

  • 1 modulo per la registrazione dei dati dell’evento
  • 1 paio di guanti in nitrile monouso
  • 2 salviette imbevute di alcol
  • 2 sacchetti minigrip formato 15×22 cm
  • 1 sacchetto minigrip formato 20×36 cm
  • 1 mascherina FFP2

Dove inviare i campioni

Italian Birdstrike Identification Center I.B.I.C.

c/o Dipartimento di Scienze della Terra

Università degli Studi di Torino

Via Valperga Caluso 35 – 10123 Torino

All’attenzione di: Dott. Marco Pavia e Dott.ssa Simona Cavagna

Email: marco.pavia@unito.itsimona.cavagna@unito.it